Dice Terenzio: “dei miei amici sono l’unico che mi è rimasto”. Leopardi è l’importanza della solitudine.

Giacomo Leopardi, durante la sua intera vita, è stato una persona estremamente solitaria, tanto da descrivere spesso la solitudine con aspetti sia negativi sia positivi.

Un esempio è la sua poesia “il passero solitario” in cui confronta il suo stesso comportamento, che lo fa sentire incompreso ed estraneo al suo luogo natale (la giovinezza) , a quello di un passero, che trascorre solitario la primavera.

Mentre però il passero non avrà rimpianti, il poeta sente che si pentirà di non aver vissuto abbastanza gioie.

Inoltre, mentre per l’uccellino la vecchiaia è solamente la fine della vita, per Leopardi invece è il momento in cui dovrà confrontarsi con questi pentimenti.

Rimanendo solo in casa per la maggior parte del tempo, lo scrittore poteva solamente immaginare ciò che non poteva vedere con i suoi occhi.

Nello “Zibaldone” Scrive:”l’anima si immagina quello che non vede… Perché il reale escluderebbe l’immaginario“ spiega quindi, in quest’ultima frase, come molto spesso ciò che noi immaginiamo possa risultare persino migliore della realtà, o comunque molto diverso, perciò la conoscenza di questa realtà andrebbe a smentire la bellezza dell’immagine creata dall’immaginazione stessa.

Dice Terenzio: “ Dei miei amici sono l’unico che mi è rimasto “molto spesso rimanere soli aiuta a riflettere, a pensare, anche un altro filosofo, Schopenauer, afferma che nella solitudine ciascuno sente di essere ciò che è, in poche parole scopre se stesso. Lo stesso Leopardi enuncia “ La solitudine come una lente di ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo”, perciò prima di poter star bene con gli altri bisogna star bene con se stessi.

La solitudine però non è per tutti,nonostante ciò coloro che la apprezzano non la sentono mai veramente.

Coloro che amano rimanere soli non sono mai soli davvero, Emily Dickinson ,ad esempio, proprio come Leopardi aveva i suoi libri, le sue parole, la sua poesia.

La scrittrice, attraverso la solitudine, quasi andava a proteggere la sua poesia e si ribellava a un mondo che non la capiva e dal quale si sentiva estranea, visione simile a quella di Leopardi verso la giovinezza.

La solitudine quindi non è quasi mai associabile alla tristezza , ma forse invece all’amore verso se stessi e al desiderio di conoscersi sempre di più.

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